LA VENDETTA CONTRO LA PIAGNONA 🔔 DI SAN MARCO

Curiosità fiorentine Piagnona San Marco

Sembra il titolo di un libro noir o addirittura horror in realtà la protagonista di questa curiosità di Firenze non è una persona che piange tanto 😭 ma la campana in bronzo 🔔 esposta al Museo di San Marco.

Curiosità fiorentine Piagnona San Marco

Posta in origine sul campanile della chiesa, la campana fu probabilmente frutto della collaborazione di 2 grandi artisti del XV secolo, Michelozzo e il genio Donatello. Fu voluta da Cosimo Il Vecchio dè Medici come testimonia la presenza dello stemma mediceo con le palle 🔴 proprio sulla superficie della campana stessa.

Ovviamente la campana non piange e non ha mai pianto ma è stata il simbolo di grandi frignoni, i cosiddetti “Piagnoni“! Questi erano i seguaci incalliti del monaco Frà Girolamo Savonarola (“ricordati che devi morire!”🤘), che versavano fiumi di lacrime mentre ascoltavano i sermoni del loro idolo.

LA VENDETTA CONTRO LA PIAGNONA 🔔 DI SAN MARCO

Nel corso della sua vita la campana suonò QUASI sempre per avvisare i Piagnoni di accorrere perchè una nuova predica stava per cominciare e i suoi rintocchi accompagnavano i pianti. Dico “quasi” proprio perchè l’ultima volta che la campana fece 🔔 DIN DON DAN servì sì per richiamare i Piagnoni, ma non per ascoltare Savonarola, bensì per cercare di salvarlo.

🤔 Cos’era successo? Facciamo un salto in dietro e cerchiamo di ripercorrere le tappe salienti.

✝️ Savonararola, monaco domenicano di Ferrara, giunge a Firenze voluto proprio dalla famiglia dei Medici, in quanto avevano visto in lui il giusto predicatore per riportare ordine. In realtà il nostro simpaticone iniziò una guerra accanita contro la Chiesa stessa, accusando fin il Papa, di corruzione ed immoralità. Risultato? ✝️ L’8 Aprile 1498 fu condannato a morte per eresia. Il 23 Aprile fu prima impiccato, poi bruciato sul rogo.

LA VENDETTA CONTRO LA PIAGNONA 🔔 DI SAN MARCO

😱 Ora immaginatevi il panico tra i Piagnoni! Già si disperavano solo nel vedere il loro idolo, ora panico-paura allo stato puro.

Io me li immagino a ragionare: “Condannare a morte il nostro mito vivente?!, giammai!” “E’ necessario avvisare tutta la popolazione di ciò che sta succedendo. Ma come? Facciamo suonare la Piagnona!

Ora sicuro la campana suonò l’ultima volta proprio quella notte, però dalle cronache sappiamo che il popolo si mosse non a difesa di questo uomo che aveva perso il lume della ragione, bensì contro di lui e tutto il suo esercito. Ma siccome manco loro erano tanto rifiniti decisero di prendersela anche contro la campana, il simbolo per eccellenza.

Siete pronti a scoprire la vendetta?

  • A mò di Lupin III si arrampicarono sul campanile e fecero precipitare la campana 🔔
  • La caricarono su un carro, fu trascinata e frustata per le vie di Firenze.
  • Ma siccome non bastava, la Piagnona fu condannata addirittura all’esilio forzato. Scortata fuori dalle mura fu poi collocata sul campanile di San Salvatore al Monte.

Di questo e di molto altro parleremo nel nuovissimo gioco-tour per bambini: 📖  Il Museo di San Marco e un Libro Misterioso 📖

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❄️ L’ANTENATO DEL FRIGORIFERO❄️ Le Ghiacciaie di Boboli

Curiosità fiorentine: ghiacciaie Boboli

Una delle tante curiosità che possiamo incontrare durante la visita guidata per bambini al giardino di Boboli: le Ghiacciaie

Ma cosa saranno mai questi casette a cupola che si possono intravedere nello splendido giardino di Boboli? Sembrano dei trulli made in Tuscany ma ovviamente non lo sono…come direbbe Mastrota in una delle sue più convincenti televendite “siamo di fronte al miglior frigorifero al mondo, garantito al 100%”  😂😂😂

Ghiacciaie Boboli

La domanda sorge spontanea: “Ma vuoi che queI ricconi dei ⚜️ Granduchi di Toscana che risiedevano proprio a Pitti non si potessero permettere un frigo???? Ovvio che sì, ma ahimè non esistevano ancora.

Allora facciamo un bel salto nel passato e vediamo di capire come funzionavano queste ghiacciaite.

❄️  LE ORIGINI DELLE GHIACCIAIE: Ovviamente la tecnica di conservazione dei cibi con il ghiaccio non è stata inventata a Firenze. Siamo di fronte ad un’arte antica che si perde nella notte dei tempi.

Già gli uomini preistorici usavano questa tecnica, sfruttando le fredde grotte o scavando fosse.

Con il passare dei secoli l’uomo si è evoluto e sicuramente nel Rinascimento si prediligeva avere una struttura architettonica ad hoc per il ghiaccio piuttosto che scavare delle buche per terra.

Risultato? BOOM💥 Ed ecco a voi la comparsa di due “diacciaie” in muratura nel Giardino di Boboli al servizio dei regnanti locali. 

❄️  STRUTTURA DELLE GHIACCIAIE: le ghiacciaie esistevano in tutta la Toscana e avevano forme diverse, quelle di Boboli sono edifici a pianta circolare coperti con cupolette. La forma migliore era quella tronco-conica 🍦 : bingo! proprio quella di Boboli! Sulla sommità della cupola si vedono delle lanterne che, oltre ad avere una funzione estetica, servivano come camino d’areazione 🌬️

❄️ L'ANTENATO DEL FRIGORIFERO❄️ Le Ghiacciaie di Boboli

❄️ L'ANTENATO DEL FRIGORIFERO❄️ Le Ghiacciaie di Boboli

 

❄️  LA STAGIONE DELLA NEVE: Firenze è conosciuta nel Mondo per le milioni di cose belle e buone che si possono trovare, ma sicuramente non è famosa per le grandi nevicate invernali. Quindi, da dove arrivava la neve/ghiaccio da mettere dentro le “diacciaie”? 2 erano le fonti a cui attingere:

  1. il ghiaccio che si raccoglieva, durante gli inverni più rigidi, nelle vasche del giardino di Boboli.
❄️ L'ANTENATO DEL FRIGORIFERO❄️ Le Ghiacciaie di Boboli
  1. 🏔️ la neve fatta giungere appositivamente dalle montagne dell’Appennino. Il ghiaccio prodotto nelle “neviere” di montagna giungeva in città, su carri trainati da buoi, in lunghi viaggi notturni, all’interno di apposite botti coibentate con sughero.

❄️  L’USO DELLE GHIACCIAIE IN ESTATE: nella stagione calda ☀️ le ghiacciaie, rimaste semivuote, venivano sfruttate come cantina per tenere il vino 🍷 in fresco, ma anche altri cibi facilmente deteriorabili. Una testimonianza simpatica ce la dà Francesco Redi, accademico della Crusca, riportanta nel suo saggio “Bacco in Toscana” (1685).

Venga pur da ogni bicocca (1)

Neve in chiocca (2).

E voi satiri lasciate Tante Frottole(3),

e tanti riboboli(4) ,

E del ghiaccio mi portate Dalla Grotta del Monte Boboli (5),

Con altri picchi Dé mazzapicchi (6)

Dirompetelo, Sgretolatelo, Infragnetelo, Stritolatelo,

Finchè tutto si possa risolvere In minuta freddissima polvere, Che mi renda il ber più fresco

Per rinfresco del Palato, Or ch’io son morto assetatato.

Per rinfresco del Palato, Or ch’io son morto assetatato.

Dite pur ch’io non son Bacco!

(1) Bicocca – Fortezza piccola
(2) Chiocca – A volontà
(3) Frottole - Sorta di parlare oscuro, misterioso
(4) Riboboli – Sorta di parlare breve in burla
(5) Boboli – Giardino del gran Duca di Toscana unito alla sua abitazione
(6) Picchi e mazzapicchi – Martelli di legno
(7) S’io n’insacco – se non mando giù

Se vuoi vedere dal vivo le Ghiacciaie e conoscere la storia del Giardino di Boboli ti aspetto al gioco-tour per bambini e famiglie 🌳 “A Boboli con le bussole“.🌳

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🍷 TOC TOC: LE BUCHETTE DEL VINO 🍷

Curiosità fiorentine: buchette del vino

🍷🍷🍷 TOC TOC! ECCO SERVITO UN BUON BICCHIERE DI VINO! 🍷🍷🍷

Ebbene sì, grazie ad alcuni articoli che girano sul web, leggo che una delle storiche buchette del vino di Firenze ha riaperto la sua porticina di legno🚪

Ma cosa sono queste strane buchette che caratterizzano spesso e volentieri i palazzi nobiliari di Firenze?

🍷 TOC TOC: LE BUCHETTE DEL VINO 🍷

Non si tratta nè di tabernacoli per immagini sacre😇 , ma nemmeno porticine per gli gnomi 🧚‍♂️. Servivano, bensì, per vendere il vino dal produttore direttamente al consumatore, evitando l’intermediazione degli osti. Della serie “B2C: BUSINESS TO CONSUMER, dal produttore al consumatore🍷👨

Noi abbiamo già provato a bussare, ma nessun bicchiere di vino c’è stato consegnato (almeno per ora 😅😉)

Curiosità fiorentine: buchette del vino

Vediamo insieme solo alcune curiosità che ruotano intorno a queste storiche porticine. Se volete approfondire l’argomento seguitemi durante il gioco-tour FIRENZEOPOLI: IL QUIZ SULLE VIE DI FIRENZE

  • Le grandi famiglie aristocratiche fiorentine che possedevano terreni agricoli e latifondi fuori città, iniziarono ad investire sulla produzione vinicola 🍇 🍇.
  • I loro palazzi in città furono dotati al pian terreno di una “buchetta del vinocon porticina di legno. Più precisamente la buchetta si affacciava su un vano al pian terreno del palazzo facilmente collegabile alla cantina, dove un servitore curava la vendita delle bottiglie del vino.
🍷 TOC TOC: LE BUCHETTE DEL VINO 🍷
  • In orario stabilito i “clienti” bussavano alla porticina TOC TOC e chiedevano la quantità di vino desiderata. I servitori addetti alla cantina del palazzo dovevano aprire la porticina, far uscire il fiasco e versare il vino.
🍷 TOC TOC: LE BUCHETTE DEL VINO 🍷
  • Se ci si fa caso infatti il vano delle buchette è alto e largo quanto un fiasco, il tipico contenitore di vetro impagliato, panciuto e con il collo lungo, usato in Toscana anche come misura del vino fino a poco tempo fa.
🍷 TOC TOC: LE BUCHETTE DEL VINO 🍷

E tante tante altre curiosità e aneddoti si nascondono dietro le “buchette del vino”.

Anche i poveri potevano godere di questo particolare servizio, ma perchè? Erano tutti briaconi nel passato? Forse si nasconde una motivazione igienica?


Se siete incuriositi e  avete voglia di tentare la “sorte” bussando alla porticina,  vi aspetto al gioco-tour per bambini FIRENZEOPOLI: IL QUIZ SULLE VIE DI FIRENZE

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CALCIO STORICO FIORENTINO ⚽️ ⚜️

Calcio storico fiorentino

Il calcio storico fiorentino, conosciuto anche come calcio in costume o calcio in livrea, è una delle manifestazioni più sentite a Firenze.

Qualcuno potrebbe pensare ad una normale partita di calcio, ma non lo è. Il calcio storico, anzi, ha regole e tecniche di gioco sue personali. Ma vediamo di spiegare in maniera sintetica e chiara gli elementi fondamentali di questa disciplina.

REGOLE:

CALCIO STORICO FIORENTINO ⚽️ ⚜️

– Una partita del calcio storico (durata 50 min) è un misto tra il calcio ed il rugby, in quanto la palla può essere sia calciata che lanciata con le mani, ma anche lotta libera. Si possono vedere veri e propri scontri diretti che a volte sfociano in delle partite alquanto “violente”.

– Gareggiano 4 squadre corrispondenti ai 4 quartieri di Firenze: i Bianchi (Santo Spirito), i Verdi (San Giovanni), i Rossi (Santa Maria Novella), gli Azzurri (Santa Croce).

– si disputano 3 partite: 2 semifinali e 1 finalissima. Quest’ultima avviene il 24 giugno, giorno del santo patrono fiorentino: San Giovanni Battista. Il giorno di Pasqua vengono estratti a sorte gli abbinamenti delle partite.

– Non si parla di Goal ma di Caccia. La palla non dev’essere semplicemente lanciata in una rete ma dev’essere lanciata ad un’altezza precisa. In caso contrario viene concessa mezza caccia agli avversari.

ORIGINE:

Le origini vengono fatte risalire ad un’antico sport greco-romano chiamato Harpastum. che significa letteralmente “strappare via con forza” sia con le gambe ma anche con le mani. Dalle fonti sappiamo che i romani erano soliti praticare questo sport sia per diletto ma anche come forma di allenamento. Sulla base di questo si crede che il calcio storico fiorentino sia la continuazione di questa antica disciplina.

CALCIO STORICO FIORENTINO ⚽️ ⚜️

MA DOVE SI GIOCAVA? ED OGGI?

Anche in questo contesto ahimè non ci sono informazioni certe. Molto probabilmente in originine si giocava dove capitava, dove lo spazio lo permetteva.

Le fonti ci parlano di una partita nel gennaio del 1491 sul fiume Arno ghiacciato.

Soltanto a partire dal 1530 (in occasione della cosiddetta “Partita dell’Assedio”) la Piazza di Santa Croce è diventata il luogo principe di queste partite, e lo è tutt’oggi.

CALCIO STORICO FIORENTINO ⚽️ ⚜️

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NON LECCARE IL VICINO 👅 Il Galateo di Leonardo da Vinci

Curiosità di Firenze: il galateo rinascimentale

Anche il festeggiato dell’anno, Leonardo Da Vinci, ha dedicato del tempo per stilare delle Buone Norme di comportamento da tenere a tavola.

Curiosità di Firenze: il galateo rinascimentale

Alcune sono veramente assurde e fanno capire qual’era la normalità di stare a tavola.

Mia madre al massimo mi diceva “stai dritta con la schiena!”, “giù i gomiti”, “sei a tavola non sul divano”…ma leggete quelli di Leonardo

1)  NON POSARE LA TESTA SUL PIATTO 🙇‍♂️

2) NON METTERE BOCCONI MASTICATI NEL PIATTO DEL VICINO 😱

3) NON LECCARE IL VICINO 👅

4) NON SPUTARE NÉ DAVANTI NÉ FIANCO A SÈ 😖

5) LASCIARE LA TAVOLA SE DEVE ORINARE O VOMITARE 🤢


Ma non solo! Il nostro Leonardo era un vero e proprio Genio a 360°. Si dedicò anche alla 🔪 CUCINA 🔪.

Già durante il suo apprendistato presso la bottega del Verrocchio Leonardo decise di lavorare la sera come cameriere alla Taverna delle Tre Lumache 🐌in prossimità di Ponte Vecchio. Venne promosso Capo Cuoco, ma il suo successo durò ben poco proprio a causa del suo “ricettario” troppo scarso per i gusti dell’epoca.  Proponeva quello che noi oggi definiamo nouvelle cuisine, trovando ovviamente il malcontento dei commensali abituati a grandi quantità di sbobbe per niente raffinate e di gusto.

NON LECCARE IL VICINO 👅 Il Galateo di Leonardo da Vinci

💪 NON SI ARRESE!
Insieme all’amico Sandro Botticelli, gestì una locanda nel centro di Firenze, conosciuta come “Le tre rane di Sandro e Leonardo” 🐸. Il destino fu identico al precedente: piatti troppo raffinati che non piacevano e porzioni troppo ridotte.

Curiosità di Firenze: il galateo rinascimentale

Tra un sorriso ed un altro ora scoprite che Leonardo, oltre alle macchine da guerra inventò utili arnesi da cucina: frullatore, girarrosto azionato ad aria calda e addirittura la cappa aspirante.

NON LECCARE IL VICINO 👅 Il Galateo di Leonardo da Vinci

Tra un sorriso ed un altro ora scoprite che Leonardo, oltre alle macchine da guerra inventò utili arnesi da cucina: frullatore, girarrosto azionato ad aria calda e addirittura la cappa aspirante.


Se vuoi saperne di più del Galateo e delle Buone Maniere ti aspetto al gioco-tour “Le Buone Maniere: riscriviamo il Galateo“, visita guidata al Cenacolo di Ognissanti.

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“SCOPPIO DEL CARRO” e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI

"SCOPPIO DEL CARRO" e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI

Le visite guidate per bambini e famiglie a Firenze ci porteranno alla scoperta delle tante tradizioni di questa incredibile città, come per esempio la tradizione dello Scoppio del carro.

🎆 Se vi dico “SCOPPIO DEL CARRO” voi subito pensate a: Pasqua! Colombina! Brindellone!….ma poche persone pensano alla splendida chiesetta dei Santi Apostoli a Firenze.

Un vero e proprio gioiello romanico a due passi da Ponte Vecchio.

Visite guidate per bambini e famiglie a Firenze
"SCOPPIO DEL CARRO" e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI

Ora vediamo di ripercorrere la tradizione dello Scoppio del Carro, incastrandoci anche questa chiesetta.

Cos’è lo scoppio del Carro? È la più antica tradizione popolare fiorentina che si tramanda ormai da oltre 9 secoli.  Le origini della cerimonia risalgono addirittura ai tempi delle crociate: si narra che ⚔️ Pazzino de’ Pazzi, di ritorno da Gerusalemme, portasse a casa con sé alcune pietre provenienti proprio dal Santo Sepolcro. 

Queste pietre sacre furono poi usate per accendere il 🔥 Fuoco Santo, che in seguito venne distribuito alle famiglie e al clero fiorentino per festeggiare la Pasqua.

"SCOPPIO DEL CARRO" e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI

La famiglia de’ Pazzi costruì poi il carroBrindellone” decorato che ancora oggi anima la festa pasquale fiorentina per distribuire a tutta la città il fuoco benedetto. Ecco svelato anche il perchè troviamo 🐬 2 delfini 🐬addossati proprio sul fronte del carro: è lo stemma della famiglia Pazzi.

E come funziona lo Scoppio del Carro? Il giorno di Pasqua il “Brindellone” viene scortato da un corteo di sbandieratori e si ferma di fronte al Duomo. Intanto, all’interno della chiesa, l’arcivescovo accende con il 🔥 fuoco sacro un razzo a forma di colomba (chiamato appunto “la Colombina”🕊, simbolo dello Spirito Santo). La Colombina vola fuori dalla chiesa percorrendo un filo che va a colpire il Carro nella piazza, dando vita a spettacolari 🎆  fuochi d’artificio 🎆

"SCOPPIO DEL CARRO" e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI
"SCOPPIO DEL CARRO" e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI

Se la colombina compie l’intero percorso senza intoppi, come vuole la tradizione, significa che l’andamento dell’attività agricola avrà una “buona sorte”.

🤔 Arrivati in fondo al racconto voi sicuramente penserete: “e che ci incastra la Chiesa dei Santi Apostoli?”

☝ Secondo mistero svelato! All’interno di questa chiesetta sono conservate proprio le pietre/reliquie del Santo Sepolcro che vengono usate per accende solennemente il fuoco che infiamma la Colombina.

"SCOPPIO DEL CARRO" e LA CHIESA DEI SANTI APOSTOLI

➡ Se vuoi vedere uno Scoppio del Carro (anno 2018) clicca il link.


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PESCE D’APRILE: LE ORIGINI 🐠

Pesce d'Aprile: le origini

🐠  BUON PESCE D’APRILE A TUTTI!  🐠

Ma qual’è l’origine di questa “scherzosa” usanza?

Le origini del pesce d’aprile non sono certe, anche se sono state proposte diverse teorie.  Quella più accreditata fa riferimento nuovamente all’entrata in vigore del calendario Gregoriano nel 1582 che fissò come principio dell’anno il 1 gennaio.

Pesce d'Aprile: le origini

Prima dell’adozione del calendario Gregoriano, il Capodanno era invece celebrato tra il 25 marzo e il 1 aprile ed era usanza scambiarsi doni 🎁

Soppressa la vecchia festività venne l’usanza di regalare un pacco vuoto per deridere la festa soppressa. Questa usanza venne chiamata Poisson d’Avril, per l’appunto “pesce d’aprile” 🐡🐟🐠

Pesce d'Aprile: le origini

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25 marzo: Capodanno Fiorentino

Il capodanno fiorentino è una delle festività ufficiali del comune di Firenze e si celebra il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione.

capodanno fiorentino

Firenze, città devota in toto alla Vergine Maria, non poteva scegliere giorno migliore per poter festeggiare l’inizio dell’anno. Il principio dell’anno corrispondeva al principio della venuta di Cristo. Cosa succede 9 mesi dopo? Ebbene sì è Natale e si celebra prorpio la nascita del Salvatore.

Nel 1582 entrò in vigore il calendario gregoriano che fissava l’inizio dell’anno al 1º gennaio, ma Firenze continuò a considerare il 25 marzo come il suo Capodanno.

25 marzo: Capodanno Fiorentino

Soltanto nel novembre 1749 il Granduca Francesco III di Lorena emise un decreto che fissava anche per Firenze il 1º gennaio come data iniziale dell’anno civile. Una targa commemorativa sotto la loggia dei Lanzi ricorda proprio queso avvenimento.

Nonostante ciò a Firenze questa tradizione è tutt’oggi molto sentita e continua a vivere. Nella data del 25 marzo, infatti, il Comune organizza ogni anno un corteo storico per accompagnare l’evento, con tanto di figuranti in costume, musica e sbandieratori.

Capodanno fiorentino

Il corteo rende omaggio ad una delle rappresentazioni dell’Annunciazione più care ai fiorentini: l’opera miracolosa che si può trovare nella Chiesa della Santissima Annunziata.

E’ proprio il caso di dire che a Firenze il Capodanno si festeggia ben 2 volte!


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IMPALCATURE AL POSTO DI ACCONCIATURE 🏗🙅‍♀

Le acconciature stravaganti di Maria Antonietta

Se vogliamo parlare della storia della moda e delle acconciature non possiamo non nominare subito Maria Antonietta.

Maria Antonietta sapeva già nel 1700 essere Influencer. Le spericolate acconciature sperimentate per lei da Leonard Autié, parrucchiere di corte, venivano immediatamente imitate dalle signore dell’aristocrazia.

IMPALCATURE AL POSTO DI ACCONCIATURE 🏗🙅‍♀

Nel 1774 inventò un’acconciatura alta il doppio della testa della regina, il “pouf”. Si trattava di una vera e propria impalcatura composta da un leggero telaio metallico e cuscini imbottiti su cui venivano tesi i capelli mescolati a metri di garza e altri capelli.

Storia della moda

L’invenzione del pouf conquistò il pubblico femminile europeo. Si può parlare di vera e propria “febbre del Pouf”: l’architettura delle teste arrivò fino a raggiungere 📏 1 metro di altezza diventando sempre più complessa e stravagante.

Gli accessori e addobbi erano anch’essi altrettanto stravaganti: donne con la testa piena di sciami di farfalle 🦋gabbie con uccelli vivi 🐦, di urne crematorie per le signore in lutto.

Esempi di acconciature?

“Alla giardiniera” con carciofi, carote e barbabietole e fiori di patata e  tuberi

“A’ la Belle Poule”: il modellino in cartapesta della Belle Poule, l’imbarcazione con cui Laperouse era stato per anni al servizio del Re di Francia. La pettinatura era estremamente artificiosa.  43cm di lunghezza per 16 di larghezza e 32 d’altezza.

IMPALCATURE AL POSTO DI ACCONCIATURE 🏗🙅‍♀

Le pettinature alte creavano non pochi problemi. Intanto erano costosissime, sia per le ore di lavoro dei parrucchieri, sia per la qualità dei materiali usati come piume rare, perle, pietre preziose, gioielli e perfino automi.

IMPALCATURE AL POSTO DI ACCONCIATURE 🏗🙅‍♀

Erano scomode da portare perché tendevano ad impigliarsi nei lampadari e a cadere di sotto quando le signore si affacciavano alla finestre.

I pennacchi erano talmente ingombranti che non entravano dalla porta delle carrozze e a volte nemmeno dalle porte.

Se vuoi saperne di più sulle stravagenze della Storia della Moda del passato ti aspetto al tour per famiglie a Firenze “Ma tu, come ti vesti? visita guidata a Palazzo Pitti.

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“É TUTTO UN ALTRO PAIO DI MANICHE”: curiosità moda

"É TUTTO UN ALTRO PAIO DI MANICHE": curiosità moda

La storia della moda e del costume è piena di curiosità divertenti, alcune di queste saranno svelate durante il tour per bambini a Firenze.

É tutto un altro paio di maniche“,questo modo di dire deriva da una moda del Medioevo e del Rinasicmento. Oggi ha il significato di “è tutta un’altra cosa”, ma qual è l’origine?

Nel Medioevo le maniche dei vestiti erano mobili: si potevano staccare e venivano cambiate a seconda delle diverse occasioni.

"É TUTTO UN ALTRO PAIO DI MANICHE": curiosità moda

Per stare in casa? Si indossavano maniche più modeste e più comode. Per gli eventi importanti si preferivano quelle abbellite da gioielli, fiocchetti e vari orpelli che venivano gelosamente custodite nella cassapanca.

Curiosità moda maniche

Le maniche si cucivano a livello delle spalle, oppure si allacciavano al corpetto grazie a dei nastrini. Volutamente si lasciava uscire uno sbuffo della camicia bianca sottostante, simbolo di appartenenza ad un determinata classe sociale. Ecco svelato il mistero di quei simpatici fiocchetti che spesso vediamo sui ritratti delle Dame.

"É TUTTO UN ALTRO PAIO DI MANICHE": curiosità moda

I vantaggi di questo interscambio di maniche? Beh direi molteplici. Le maniche si sporcavano molto più facilmente rispetto al vestito e fare il bucato era senz’altro più faticoso di oggi.

Pur avendo più maniche che vestiti, le Dame risultavano indossare sempre un qualcosa di “nuovo”.

Infine le maniche erano anche un pegno d’amore: i fidanzati avevano l’abitudine di scambiarsele. Un gesto che equivaleva al moderno anello di fidanzamento. In caso di rottura del fidanzamento, avveniva la reciproca restituzione delle maniche donate in precedenza. 

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Se vuoi saperne di più sulle stravagenze della Moda del passato ti aspetto al tour per bambini e famiglie a Firenze “Ma tu, come ti vesti? visita guidata a Palazzo Pitti.

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